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Grazie al Contributo della Regione Emilia Romagna Film Commission, all'Associazione Noi Giovani, con il sostegno di IFImola Faenza Tourism Company
nel 2021 realizziamo il nuovo flm del regista e autore Gian Marco Pezzoli dal titolo "La Cava".

 

"Miya e Jin sono una coppia di giovani giapponesi appena trasferiti in Italia per lavoro. La loro iniziale tranquillità viene messa a dura prova quando, dalla parete della camera da letto, cominciano a sentire versi e urla. Notte dopo notte i due, ormai insonni, arriveranno a compiere un ultimo atto esasperato."

 

NOTE DI REGIA
Sono sempre stato attratto dal concetto di confine e in questa storia ci troviamo di fronte a tanti confini: una parete dalla quale provengono urla e che i protagonisti vorrebbero oltrepassare, un rapporto sempre più rigido nel quale nessuno si sente più libero e un paese straniero nel quale i protagonisti si trovano a vivere. La storia ruota attorno al riconoscimento di questi confini e al tentativo di oltrepassarli.

Ho anche vissuto una situazione particolare che è stata il motore del racconto: un vicino di casa che urlava nel sonno durante la notte. Immaginare cosa ci fosse al di là della parete e il senso di angoscia che provavo durante questi eventi mi hanno spinto ad approfondire. Nella storia queste sensazioni vengono enfatizzate dalla scelta di avere come protagonisti due stranieri. L’incapacità di comunicare il problema lo fa diventare, inevitabilmente, come un grosso macigno che si insinua con prepotenza tra di loro. Inoltre è fondamentale il collegamento con l’arte giapponese del Kintsugi, che nella storia è il simbolo del rapporto tra Miya e Jin. Rappresenta la capacità di ricostruire qualcosa che si è spezzato donandogli nuova vita senza negare gli errori, le cicatrici del passato.


LA SINTONIA CON LA CULTURA ASIATICA
C’è una sintonia con la cultura asiatica, che il cortometraggio La Cava espone visivamente e non solo, attraverso l’amore per l’arte della ceramica. Italia e Giappone uniti in una rilettura dell’incomunicabilità, che attraverso l’arte e la bellezza trova la sua redenzione. Accomunati dalla visionarietà, dalla storia, dalla tradizione, attraverso la simbologia dell’arte della ceramica, elaboriamo un percorso che ci conduce dal riconoscimento dell’antico ad una ritrovata e innovativa modernità. 

 

L’ARTE DEL KINTSUGI E LA CERAMICA
Kintsugi - dal giapponese kin 金 (oro) e tsugi 継ぎ (riparare) - è una tecnica artistica ideata alla fine del 1400 dai ceramisti giapponesi con la quale si utilizza l’oro per saldare insieme frammenti di un oggetto rotto. Le ceramiche prendono nuova vita attraverso le linee di frattura diventando ancora più pregiate. Grazie alle cicatrici dorate si trasformano in vere e proprie opere d’arte. Le origini della ceramica vengono ricondotte agli uomini primitivi, infatti i primi manufatti in terracotta, rinvenuti in Giappone, risalgono al Neolitico.
Anche l’Italia ha una tradizione antichissima che si è diffusa quasi in ogni regione grazie ai territori ricchi di argilla. Si è sviluppata creando grandi tradizioni come nei centri di Imola e Faenza dove, ancora oggi, la ceramica rappresenta il filo conduttore tra passato e presente per un’arte che si rinnova e continua ad essere conosciuta in tutto mondo. 
Italia e Giappone, due paesi così lontani e così diversi, condividono l’amore verso quest’arte. Ognuno con le sue tradizione e le sue tecniche ma uniti dall’argilla, la materia prima da cui tutto ha origine.

LA PROTAGONISTA ISPIRATA ALL’ARTISTA COREANA YEE SOOKYUNG
Il cortometraggio La Cava rende omaggio ad una grande artista e ceramista contemporanea che è Yee SooKyung. Coreana di nascita, utilizza una tecnica artistica ideata nel Giappone del 1400, la tradizione giapponese del Kintsugi. Così facendo, Sookyung restaura ceramiche e vasi di porcellana danneggiati fissandoli con l’oro, ricostruisce centinaia di frammenti di vasi appartenenti a periodi e stili diversi, trasformandoli in oggetti d’arte unici e completamente nuovi. Nel nostro immaginario, questa donna e artista, è riuscita ad unire influenze e diversità in un unico gesto creativo che ci regala un nuovo sguardo sulla cultura asiatica.

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